La guida

Come funziona (davvero)
il ranking ATP e WTA

Non è una classifica dell'anno solare. Non premia solo chi vince questa settimana. È un meccanismo che scorre, torneo dopo torneo, e che fa scendere un giocatore in classifica anche se non ha perso una partita — semplicemente perché non ha giocato.

52 le settimane che contano, sempre — mai un anno intero, mai un mese isolato

↓ i punti che salgono, i punti che scadono, e quanti tornei contano davvero

Il meccanismo

Una finestra che scorre,
non un anno che riparte.

Quando un giocatore vince un turno, i punti di quel turno entrano subito nel suo conto. Ma restano lì per un tempo preciso: esattamente 52 settimane, non un giorno di più. Quando il torneo torna, un anno dopo, i punti dell'edizione precedente escono dal conto nello stesso istante in cui iniziano ad arrivarne di nuovi.

È per questo che un giocatore può perdere posizioni in classifica in una settimana in cui non ha giocato nemmeno un punto: da qualche parte, nel calendario di 52 settimane prima, stava scadendo un risultato che aveva costruito lui.

52 settimane fa oggi

La parte dorata è il punto di svolta: i risultati appena fuori da questa soglia non esistono più per il ranking, qualunque cosa fossero valsi.

Il gergo

"Deve difendere 1.000 punti."
Cosa significa davvero.

Quando un commentatore dice che un giocatore "deve difendere" i punti di un torneo, intende questo: un anno fa, in quella stessa settimana, quel giocatore ha fatto un certo risultato — e tra pochi giorni quei punti scadranno. Per non perdere terreno, deve eguagliare o superare quel risultato in questa edizione.

Se non gioca, o esce prima, quei punti se ne vanno comunque: la scadenza non aspetta nessuno. Ecco perché due giocatori con lo stesso numero di vittorie in un torneo possono muoversi in classifica in direzioni opposte — dipende da cosa stavano difendendo.

La classifica ATP live e la classifica WTA live su questo sito mostrano proprio questo: non solo la posizione di oggi, ma la proiezione di dove finirebbe un giocatore in base a come sta andando il torneo in corso — tenendo conto di quello che sta per scadere.

I numeri, torneo per torneo

Non tutti i punti
sono uguali.

Un torneo dello Slam vale il quadruplo di un ATP 500 alla vittoria, ma la differenza è ancora più netta nei turni iniziali: perdere al primo turno di un Masters 1000 vale più che vincere un ATP 250 al secondo. Questa è la tabella ufficiale ATP, categoria per categoria.

Punti assegnati per turno raggiunto — tabellone maschile ATP
Categoria1T2T3TOttaviQuartiSemiFinaleVincitore
Slam105010020040080013002000
Masters 100025501002004006501000
ATP 500104590180300500
ATP 25002550100165250
ATP Finals4005001500*

* Le ATP Finals sono un round robin fra 8 giocatori, non un tabellone a eliminazione: 1500 è il totale massimo teorico (punti a girone + semifinale + finale), non i punti di un singolo turno. Il WTA segue la stessa logica — Slam più preziosi, punti che si dimezzano scendendo di categoria — ma con la sua tabella ufficiale, leggermente diversa nei valori dei turni intermedi.

Prova tu — calcolatrice punti ATP

punti guadagnati per quel risultato, tabella ufficiale ATP

Il numero nascosto

Non tutti i tornei giocati
contano per il ranking.

Un giocatore ATP può disputare trenta o più tornei in un anno, ma la classifica ne conta solo i migliori 18 nella finestra di 52 settimane — un tetto che fino a fine 2025 era 19, poi abbassato di uno. Per le donne il tetto WTA è 16.

Quei posti non sono tutti liberi: i quattro Slam e gli otto Masters 1000 obbligatori (per il WTA: Slam più i quattro WTA 1000 obbligatori) occupano automaticamente i primi posti — anche se il giocatore non li ha giocati, nel qual caso quel posto vale zero. Solo gli slot restanti vengono riempiti con i migliori altri risultati a scelta: ATP/WTA 500, 250, Challenger.

Chi salta un obbligatorio per un motivo valido (infortunio, mancata qualificazione) non viene penalizzato due volte: il numero di "altri risultati a scelta" aumenta di uno, per compensare. È un sistema pensato per premiare chi gioca bene nei tornei che contano di più, non solo chi gioca tanto.

L'altra classifica

Ranking e Race
non sono la stessa cosa.

Il ranking di cui abbiamo parlato finora è quello che decide teste di serie e ammissione diretta ai tabelloni: rolling, 52 settimane, sempre in movimento. La Race è tutta un'altra classifica, che riparte da zero ogni 1° gennaio e conta solo i punti fatti nell'anno solare in corso — è quella che decide chi si qualifica alle Finals di fine stagione.

Un giocatore può essere terzo nel ranking e decimo in Race nello stesso giorno: il primo racconta gli ultimi dodici mesi rotanti, la seconda racconta solo l'anno in corso. Sono due fotografie dello stesso giocatore, scattate con obiettivi diversi.

In breve

La prossima volta che una classifica si muove senza che il tuo giocatore preferito abbia toccato una racchetta, ora sai perché: da qualche parte, 52 settimane fa, qualcosa stava per scadere.