30 SET 2026 · di A. Fausto Giungato

Pechino, Khachanov elimina Auger Aliassime in due set

Pechino, Khachanov elimina Auger Aliassime in due set

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Karen Khachanov ha aperto la settimana del China Open con il colpo più pesante: il russo ha battuto Felix Auger Aliassime 6-3 6-3 al turno dei trentaduesimi di finale del torneo ATP 500 di Pechino. Il canadese è il n.5 della classifica ATP, Khachanov il n.26: sulla carta un divario enorme, sul cemento cinese è sembrato quasi il contrario.

Secondo il resoconto dell'ATP, Khachanov ha chiuso la partita in poco più di 70 minuti senza concedere neppure una palla break. È la sua diciottesima vittoria contro un Top 10 in carriera, un numero che dà la misura di quanto il russo sappia alzare il livello quando trova un avversario di rango dall'altra parte della rete.

Il match è il seguito diretto di quanto era successo poche settimane fa a New York. Agli US Open, al secondo turno, Khachanov aveva battuto Auger Aliassime in quattro set, 6-7(5) 6-3 6-2 6-2, e da quel successo era partita la sua corsa fino alla semifinale, fermata da Alexander Zverev per 6-3 7-6 7-6. Ripetersi a distanza di così poco tempo non è mai scontato.

Il testa a testa, dopo Pechino, dice 4-2 per Khachanov, sempre secondo l'ATP. Due vittorie ravvicinate, entrambe su cemento, raccontano una partita tattica che al russo riesce bene: servizio pesante, dritto per comandare lo scambio e poca voglia di regalare ritmo a un avversario che vive di rotazione e di accelerazioni improvvise.

Per Auger Aliassime la sconfitta è un passo indietro in un finale di stagione che si annunciava importante. Il canadese è il n.5 con 3.900 punti, a 660 da Carlos Alcaraz e 170 sopra Daniil Medvedev, e nelle prossime sei settimane ha 990 punti da difendere. Uscire al primo colpo a Pechino non aiuta, e lo costringerà a rimettersi subito al lavoro.

Il 2026 di Auger Aliassime resta comunque solido. Nelle ultime dieci partite ha vinto sei volte e ne ha perse quattro, e a luglio aveva toccato il n.4, il suo miglior piazzamento. In estate ha raggiunto i quarti a Wimbledon, dove ha perso da Novak Djokovic 7-6(10) 3-6 6-3 6-7(4) 7-6(4) dopo una battaglia di cinque set, e gli ottavi a Cincinnati.

Khachanov, invece, sale a 1.835 punti ed è n.26, con Alexander Bublik davanti di 90 punti e Alexander Blockx dietro di 46. Il successo su Auger Aliassime lo porta agli ottavi, dove il prossimo turno vale per lui 1.880 punti in classifica live. Se vincesse il torneo arriverebbe a 2.290: un salto che lo riporterebbe stabilmente nella zona alta della graduatoria.

Non a caso, nelle prossime sei settimane Khachanov ha soltanto 135 punti da difendere, poco rispetto a molti rivali. Ogni turno superato a Pechino è quindi guadagno pulito. Con un US Open da semifinalista alle spalle e la fiducia che una vittoria del genere porta in dote, il russo ha ora l'occasione di trasformare un'estate buona in un autunno da protagonista.

Il tabellone di Pechino, comunque, non è stato fatto solo di sorprese. Novak Djokovic ha esordito battendo Nuno Borges 6-3 7-6(2): è il suo ritorno al China Open dopo undici anni e la sua prima vittoria dai tempi di Wimbledon, dopo l'eliminazione al primo turno degli US Open contro Mariano Navone. A Pechino il serbo non ha mai perso, e con questo successo il suo record nel torneo è di 30 vittorie e nessuna sconfitta.

Djokovic è oggi n.10 della classifica ATP con 3.025 punti, a 170 da Arthur Fils e 55 sopra Alex De Minaur. Il suo prossimo avversario sarà il cinese Bu Yunchaokete, uscito vincitore da una gara lunga contro Juan Manuel Cerundolo: 6-2 5-7 6-4 in 30 game, la partita con più game del torneo finora. Il pubblico di casa avrà di che divertirsi.

Sono passati anche Jan-Lennard Struff, che ha battuto Thiago Agustin Tirante 6-1 6-4, e Arthur Gea, che ha superato il cinese Zhizhen Zhang 6-4 6-3. Per Gea è un momento speciale: il francese è n.54 con 963 punti, ha guadagnato 28 posizioni dal 3 agosto e ha vinto il titolo a Los Cabos, in finale su Denis Shapovalov 6-3 6-4.

L'edizione 2026 è cominciata il 28 settembre e ha una particolarità che si nota subito: manca il campione in carica. Jannik Sinner aveva vinto nel 2025 battendo Learner Tien 6-2 6-2 in finale, dopo il successo del 2023 su Medvedev per 7-6(2) 7-6(2). Nel mezzo c'era stato il trionfo di Alcaraz nel 2024, con un 6-7(6) 6-4 7-6(3) proprio contro Sinner.

Questo cambia la classifica del torneo e anche il peso dei punti. Nel 2025 Sinner ha incassato 500 punti con il titolo, Tien 300 con la finale, De Minaur e Medvedev 180 a testa con le semifinali, mentre Zverev, Fabian Marozsan, Jakub Mensik e Lorenzo Musetti hanno raccolto 90 punti ciascuno con i quarti. Con il tabellone che perde i nomi più pesanti, il campo si apre a molti.

Con i punti in palio di questa edizione, il torneo diventa ancora più interessante per chi vuole rientrare fra i primi. Il titolo vale 500 punti, la finale 300, la semifinale 180, i quarti 90, gli ottavi 45 e il turno d'esordio 10. Per Khachanov e per Gea sono numeri che possono pesare parecchio nel confronto con chi è davanti nella classifica live.

Il quadro fotografato dal sito dopo il turno dice che in tabellone restano dieci giocatori da otto nazioni, con la Cina più rappresentata: due giocatori e uno ancora in gara, appunto Bu Yunchaokete. Finora si sono giocate cinque partite, un tie-break e un solo set decisivo, nessun ritiro. Un inizio ordinato, con un solo verdetto davvero pesante.

Ora la strada di Khachanov passa dagli ottavi, dove proverà a confermare la sua fiducia contro un avversario che uscirà dagli altri incontri del turno. Il russo ha già dimostrato in queste settimane di sapere vincere le partite che contano, e a Pechino ha un'occasione rara di sfruttare un tabellone senza il campione in carica. Con Djokovic ancora in corsa, però, ogni ostacolo resta alto.